Lo sfogo degli assistenti della Casta: “800 euro in nero e nessuno controlla” E la Boldrini non se n’è accorta? Partiti politici con bilanci taroccati?

 

 

 

Parlamentari pagati da lobby e multinazionali Grasso: «Chi sa qualcosa denunci tutto»

 

  E noi votiamo e ci facciamo governare da questi partiti falliti.. che oltre a non aver bilanci pubblici  trasparenti.. non sono capaci di gestire milioni di euro..pubblici e privati..  essendo i partiti equiparabili ad aziende decotte.

Gabriele Cervi

Blogger senza scopo di lucro.

 

PER VEDERE ED EVENTUALMENTE PERFIRMARE LA PETIZIONE DIGITA QUI-  PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO 

Lo sfogo degli assistenti della Casta: “800 euro in nero e nessuno controlla” E la Boldrini non se n’è accorta?

L’accusa arriva con un servizio de Le Iene. Un portaborse afferma: “Non abbiamo diritti e ci trattano come schiavi”. Poi la rivelazione: “L’ispettorato non può controllare”

Casta, scandalo dei portaborse:
"800 € in nero, niente controlli"
E la Boldrini che dice? / Video
 
 

 

di Ignazio Stagno

Il servizio delle Ienesui parlamentari pagati dalle multinazionali ha fatto discutere, è pure intervenuto il presidente del Senato PietroGrasso promettendo provvedimenti. Ma la puntata di ieri ha regalato un altro spunto sulla casta. Filippo Roma, giornalista de Le Iene ha incontarto un anonimi assistente di un parlamentare. Ebbene, l’uomo, senza farsi riconoscere per paura del suo “datore di lavoro” si è sfogato parlando della surreale e dramamtica situazione economica e professionale degli assistenti parlametari. Ecco qui di seguito l’intervista di Filippo Roma all’assistente parlamentare:

Iena: Di che cosa si occupa un assistente pagato in nero da un senatore?

Assistente senatore: Di tutto, per non parlare di cose extra non istituzionali

Iena: Di quali cose extra parli?

Assistente senatore: Il senatore mi chiamò urgentemente dicendomi di recarmi nel suo appartamento perché il filippino che gli prestava servizio, anch’esso in nero, era caduto dalla scala fratturandosi una spalla e dovetti accompagnarlo al pronto soccorso e dovevo fare anche attenzione che, se mi avessero domandato se il filippino era in regola etc., avrei dovuto rispondere che era il mio filippino, che era un amico e che era appena arrivato in Italia

Iena: Tu sei stato costretto a fare questo per lui?

Assistente senatore: Se te lo chiede cortesemente lo fai, altrimenti cosa fai? Lavori lì, fai di tutto, devi fare anche questo.

Iena: Quali altre prestazioni non istituzionali hai fatto per questo senatore?

Assistente senatore: Una sera lui diede un ricevimento dove c’erano personaggi molto importanti, facenti parte sia della politica che del mondo del giornalismo. Dovetti andare con la sua macchina personale in aeroporto fin sotto bordo dell’aereo a ritirare una pietanza che arrivò solo esclusivamente per lui dalla sua terra d’origine.

Iena: Hai fatto altre cose per lui di questo tipo?

Assistente senatore: Ho accompagnato qualche altro suo collega senatore ad appuntamenti galanti in qualche albergo di Roma, attendere che finissero per poi riaccompagnarli a casa.

Iena: Perché ci stai raccontando queste cose?

Assistente senatore: Perché sono stanco di essere umiliato e vedere calpestata la mia dignità di uomo e di lavoratore e di non vedere riconosciuto nessun diritto che mi spetta, guadagno solo 800 euro.

Iena: Ci puoi dire come si chiama il senatore di cui parli?

Assistente senatore: Preferisco di no perché è una persona molto influente, molto potente in qualsiasi settore.

 

L’ispettorato del lavoro non può entrare – Finqui i fatti. In pratica l’assitente parlamentare guadagna 800 euro al mese in nero. Per accedere a Montecitorio o a palazzo Madama basta un badge che il “Palazzo” rilascia senza problemi non chiedendo alcuna motivazione per l’ingresso nè quale rapporto professionale leghi il soggetto al parlamentare. Così il 70 per cento degli assistenti in pratica non ha nessuna tutela contrattuale ne contributi ai fini pensionistici. Filippo Roma recupera le interviste ai Presidenti di Camera e Senato del passato che pur essendo a conoscenza della situazione non hanno fatto nulla per sistemare il problema. Così a metterci la faccia e a spiegare come stanno le cose Laura Bottici, Questore del Senato M5S che afferma: “Al Senato fanno quello che gli pare. C’è un’autodichia“. Poi rivela il difetto del palazzo: “L’ispettorato del lavoro non può entrare al Parlamento”. Dunque nessuno può controllare enel palazzo dove vengono fatte le leggi, chi le fa le innfrange per primo.

La Boldrini che fine ha fatto? – La presidente della Camera, Laura Boldrini, sin dall’inizio del suo mandato si è occupata di tutto. Dal femminicidio, agli insulti ricevuti sul web, fino alla proposta di legge per le unioni degli omosessuali. Eppure lei, esponente di Sel, nel suo insediamento alla Camera parlava di una legislatura attenta al lavoro, alle famiglie e ai diritti di chi tutti i giorni lavora. Ebbene a quanto pare la Boldrini, pure lei, come i predecessori, non si è accorta che sotto il suo naso ci sono centinaia di assistenti che lavorano in nero. La “compagna” Laura, sempre dalla parte dei lavoratori, che fine ha fatto? 

 

Partiti politici con bilanci taroccati? Ecco il “codicillo” che potrebbe salvarli

La riforma del finanziamento dei partiti di Alfano, Bersani e Casini, potrebbe rivelarsi un colpo di spugna. Se il tesoriere di un partito redige un bilancio falso potrebbe non rischiare la galera perché grazie a una norma invece del carcere si prevede una sanzione. I relatori della legge: “Nessuna depenalizzazione, la norma penale resta efficace”

Partiti politici con bilanci taroccati? Ecco il “codicillo” che potrebbe salvarli

La riforma del finanziamento dei partiti di Alfano, Bersani e Casini, potrebbe rivelarsi un colpo di spugna. Grazie a un codicillo infilato da una manina ignota che depenalizza le irregolarità dei bilanci dei partiti. Gli apprendisti stregoni avrebbero approvato – a loro insaputa – una sanatoria pensando di votare un giro di vite. Almeno se passasse l’interpretazione letterale della normativa di luglio. 

A lanciare l’allarme è stato il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo durante un convegno organizzato il 3 maggio da L’Espresso: “A luglio dell’anno scorso è stata approvata norma poco chiara che potrebbe interpretarsi come un’abolizione proprio del reato di falso prospetto parlamentare, sostituito con una contravvenzione amministrativa punita con una semplice multa ma forse non è così”. Robledo, napoletano, 62 anni, coordina il pool dei reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura di Milano e ha recentemente chiesto e ottenuto l’arresto diFrancesco Belsito, il tesoriere della Lega. Proprio quell’inchiesta rischierebbe di saltare se prevalesse un’interpretazione ‘estrema’ della norma in questione: il comma 9 dell’articolo 19 della legge n. 96 del 2012. Molti deputati che l’hanno approvata non ne hanno capito nemmeno il significato. Vale la pena provare a decrittarlo. “Ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie (da applicarsi in caso di falsificazione del bilancio del partito, ndr) si applicano le disposizioni generali contenute nelle sezioni I e II della legge 24 novembre 1981, n. 689”. La cosa si complica. Cosa prevede l’articolo 9 della vecchia legge del ‘89? Che “quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, si applica la disposizione speciale”. Tradotto: se il tesoriere di un partito come Belsito, redige un bilancio falso, potrebbe non rischiare la galera. Perché grazie a questa norma si applica la norma speciale (più blanda e più nuova) e non quella penale, generale e più dura.

Belsito, per esempio, è stato indagato per truffa aggravata diretta al conseguimento dei fondi pubblici perché i milioni di euro incassati dalla Lega, scriveva il Gip, “hanno avuto quale presupposto la validazione del rendiconto 2010 (da parte della Camera, Ndr) sul quale vi è la prova della falsità”. Ora, grazie alla legge di luglio, quella falsità potrebbe essere punita con la sanzione amministrativa speciale del blocco del finanziamento del partito e non più con quella penale generale. Quindi, una volta restituito il maltolto nascosto nel bilancio alla Camera, Belsito potrebbe evitare la galera. Gli effetti sarebbero dirompenti anche per il futuro: la nuova legge impone ai partiti di presentare il loro rendiconto entro il 15 giugno alla Commissione per la trasparenza composta da magistrati perché ne verifichi la correttezza. “Ai partiti che nel rendiconto abbiano omesso o dichiarato dati difformi rispetto alle scritture contabili” dice la legge, “la Commissione applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari all’importo non dichiarato o difforme dal vero”.

Insomma se un partito fa il furbo per un milione di euro rischia al massimo un milione. Se davvero mancasse la sanzione penale, cioé se prevalesse l’interpretazione più garantista, la nuova legge, presentata come il colpo di ramazza dopo gli scandali LusiBelsitoFiorito e Maruccio, e passata grazie a un’ampia maggioranza (Pd, Pdl, Udc, finiani e rutelliani, Lega astenuta) sarebbe stata trasformata in un colpo di spugna da un comma senza padri. Tutto avviene il 22 marzo 2012 in commissione Affari costituzionale alla Camera. Sul tavolo ci sono una dozzina di proposte di riforma presentate dai leader di di tutti gli schieramenti, da Casini ad Alfano, da Bersani a Maroni. Molte prevedono sanzioni durissime. I partiti fanno la faccia feroce, anche se ciascuno a modo suo, insomma. Quel giorno il presidente Donato Bruno propone di disattivare il collegamento per discutere su come accorpare tutte le proposte in un progetto unitario. Dal resoconto non si evince quindi cosa sia successo. 

Una cosa è certa. Quando riparte il resoconto compare come per magia la norma che potrebbe depenalizzare il falso nei bilanci. Il Fatto ha chiesto lumi ai due relatori della legge: l’ex deputato Pdl Giuseppe Calderisi e Gianclaudio Bressa, rieletto nel Pd. Entrambi sostengono che la volontà del legislatore non era quella di depenalizzare. “Il rischio paventato finora solo da qualche magistrato”, spiega Bressa, “non esiste e se il risultato involontario fosse quello, si fa sempre in tempo a fare una nuova norma”. Anche Calderisi sostiene che “l’interpretazione corretta è quella che permette alla norma penale di restare efficace. La norma penale riguarda i reati compiuti mediante la falsificazione del bilancio. Ma nuova sanzione amministrativa per la semplice falsificazione del bilancio non salva chi ha rubato i soldi del partito, soggetto comunque alla legge penale”. Anche il pm Robledo è rinfrancato: “Se anche qualcuno avesse avuto l’intenzione di depenalizzare, come lei dice, la Procura di Milano ritiene che l’interpretazione corretta sia un’altra”. Alla fine saranno i giudici a decidere. A partire da quelli del caso Belsito. 

 

 CARO AMICO/A

Ho lanciato una petizione che riguarda i partiti e i sindacati.  La petizione prevede di

inserire nei statuti dei medesimi un codice etico con regole di trasparenza certe.
Ho bisogno del tuo aiuto per diffonderla..
 
Questa  semplice petizione la ritengo importante per far conoscere alla
pubblica opinione l’attuale status quo e nel contempo sensibilizzare la
medesima che se si vuole veramente si può cambiare per arrivare
all’interesse collettivo. Alla fine vuole essere anche e soprattutto  un
invito ai partiti e ai sindacati per ritornare a lavorare nella legalità, nella
democrazia, nella trasparenza  senza privilegi di casta  usando i
contributi pubblici correttamente.
 
BASTA
DARE  CONTRIBUTI PUBBLICI SENZA CONTROLLI E TRASPARENZA..
CON I NOSTRI SOLDI , LORO,  
SONO DIVENTATI RICCHI ..

 

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LA CONOSCENZA E’ IMPORTANTE


Per saperne di più poi entrare anche nei miei blog sociali senza scopo di lucro 

e ti invito a visionare i vari video che qui sotto riverso.

Grazie.

Gabriele Cervi

(Blogger senza scopo di lucro)


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BUONA LETTURA.. NELLA SPERANZA CHE SI POSSANO FORMARE NUOVE COSCIENZE. GRAZIE.

Lo sfogo degli assistenti della Casta: “800 euro in nero e nessuno controlla” E la Boldrini non se n’è accorta? Partiti politici con bilanci taroccati?ultima modifica: 2013-05-20T21:15:00+00:00da mobbing21
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