La zanzara Cruciani svela il bluff dell’abolizione del finanziamento statale ai partiti

 

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 I rimborsi ai partiti esistono ancora, anche se Enrico Letta vuole tagliare e controllare. Non vi preoccupate: a luglio sarà staccato il primo assegno per la prima rata a chi l’ha chiesto: tutti, tranne il Movimento Cinque Stelle. La torta di 91 milioni – tra spese per la campagna elettorale e finanziamenti ai gruppi – sarà divisa per porzioni più grosse.

E noi votiamo e ci facciamo governare da questi partiti falliti.. che oltre a non aver bilanci pubblici trasparenti.. non sono capaci di gestire milioni di euro..pubblici e privati.. essendo i partiti equiparabili ad aziende decotte.
Il taglio dei finanziamenti ai partiti è una
beffa che ci costa 300 milioni
Ai 230 milioni di fondi in vigore fino al 2016 vanno aggiunti
3 milioni per gli spot. Più l’affitto che diventa gratuito
Gabriele Cervi
Blogger senza scopo di lucro

 

 

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La zanzara Cruciani svela il bluff dell’abolizione del finanziamento statale ai partiti

Michele Pierri

 

 La zanzara Cruciani svela il bluff dell'abolizione del finanziamento statale ai partiti

 

 

 

 

Appare evidente che col nuovo sistema di finanziamento della politica ci vogliono fottere un’altra volta #affamarelabestia”.
Con questo tweet Giuseppe Cruciani, giornalista, scrittore e conduttore dellaZanzara, trasmissione cult di Radio24, punta l’indice contro l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti votato nel Consiglio dei ministri del governo Letta.
In una conversazione con Formiche.net spiega perché il disegno di legge è un bluff e come “tutto cambia, perché tutto resti come prima”.

Mi scusi, ma lei non è sempre stato favorevole a tagliare i costi della politica?
Certo e lo sono ancora, ma qui parliamo di altro.

Si spieghi.
La mia idea è sempre stata quella di un’abolizione definitiva del finanziamento pubblico ai partiti. E invece qui si parla di tutto, fuorché di eliminarlo. Ci sono le detrazioni, gli spazi gratuiti in tv, come se la Rai non avesse già troppi debiti per conto suo. C’è la disponibilità di immobili del demanio per le sedi. Roba da pazzi. Tutto per avere ulteriori spese e fondi. Chi li gestirà? È spuntato persino un 2 per mille come alla Chiesa Cattolica…

La bozza del disegno di legge parla di una riforma graduale spalmata su tre anni, al termine dei quali il finanziamento sparirà del tutto.
Ecco, questo è un altro aspetto incomprensibile. Si leggono ovunque scuse: non si può eliminare immediatamente perché i partiti hanno dipendenti, mutui, bollette da pagare… Perché, quando hanno introdotto l’Imu non hanno pensato che anche molte famiglie avessero preventivato delle spese contando sui quei soldi e poi non sono stati più in grado di onorarle? Ma in quel caso a loro non fregava niente, quindi si è fatto senza troppi patemi.

Parole che sanno molto di antipolitica…
Ma no, qui non c’entra l’antipolitica. È che ti accorgi che è tutta una melma, è tutto trasversale. Berlusconi prima era contrario al finanziamento, disse che voleva abolirlo, ma poi si è rotto di tirar fuori di tasca propria per l’ex moglie e per il partito. E così da qualche giorno Cicchitto e Matteoli dicono che è sbagliato abolire il contributo pubblico. Il Pd non è differente. Anche lì nessuno vorrebbe che si eliminasse.

Parla dell’intervista al Corriere di Ugo Sposetti?
Sposetti è una persona coerente, per quanto mi riguarda. Ha sempre detto di essere a favore del finanziamento pubblico ai partiti. Ma Bersani, quando voleva avvicinarsi al Movimento 5 Stelle e a Grillo disse che avrebbe restituito da subito la prima tranche di luglio. Si ricorda?

Si, ricordo.
E allora che cosa vuol dire? Che finché si insegue un’alleanza il contributo si può eliminare e dopo si è contrari? Davvero, io non capisco come si possa ragionare così. Poi è normale che la gente si incazzi.

Ma non è importante il risultato? Alla fine il contributo in tre anni sparirà.
È tutto rimandato come sempre all’attività parlamentare. E sappiamo come andrà a finire. Si inizia per tagliare e poi i soldi saranno più di quelli di ora. Se le premesse sono quelle di questo disegno di legge… Mi irrita pensare che sarebbe bastata una penna per cancellare il finanziamento e invece si continua nelle vecchie logiche. A che serve un governo di larghe intese se non fa queste riforme?

Già, a che serve?
Non me lo chieda, che è meglio. Le dico solo che è una cosa patetica.









































I PARTITI E I SINDACATI VIVONO NON DI PANE PROPRIO MA GRAZIE A MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI PUBBLICI. QUESTI SOLDI VENGONO GESTITI SENZA REGOLE E SENZA TRASPARENZA.. LA PETIZIONE CHE HO LANCIATO PREVEDE INVECE UN CODICE ETICO CON NUOVE REGOLE.. SE VUOI ENTRA NEL LINK CHE SOTTO HO RIVERSATO PER VEDERE IL CONTENUTO DELLA PETIZIONE E SE LO TROVERAI AFFINE AI TUOI IDEALI LO PUOI CONDIVIDERE . PUOI ANCHE TRAMITE FACEBOOK A TUO NOME INFORMARE I TUOI AMICI ONLINE.. VEDI TU.

 

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E mentre la gente si dà fuoco perché non riesce a pagare il mutuo della casa,  mentre le famiglie italiane non riescono più a comprarsi un appartamento, lo scandalo delle case degli enti concesse ai vip risuona ancora più clamoroso

 Ecco dunque alcuni figli di che hanno ottenuto casa dagli enti o dalle assicurazioni con lo sconto:

–          Le figlie di Pierferdinando Casini

–          I figli di Clemente Mastella

–          Il figlio di Vincenzo Visco

–          La figlia di Pietro Ingrao

–          Il figlio di Andreotti

–          Il figlio di Cossiga

–          Il figlio di Cossutta

Altri figli celebri hanno ottenuto case degli enti in affitto (a tariffe agevolate):

–          Il figlio dell’ex prefetto di Milano Lombardi

–          Il figlio del segretario della Cisl Bonanni

–          La figlia dell’ex assessore alla Regione Lazio Stefano Cetica


La zanzara Cruciani svela il bluff dell’abolizione del finanziamento statale ai partitiultima modifica: 2013-06-08T08:17:00+00:00da mobbing21
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