Pd, j’accuse della deputata Marianna Madia: “Troppi delinquenti nel partito” “vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio”

 

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 Al Parlamento Italiano e.p.c. al Parlamento Europeo 


FIRMIAMO LA PETIZIONE ONLINE INDIRIZZATA AL PARLAMENTO PER DARE DIGNITA’, ONESTA’ E LEGALITA’ AI PARTITI E AI SINDACATI

I rimborsi ai partiti esistono ancora, anche se Enrico Letta vuole tagliare e controllare. Non vi preoccupate: a luglio sarà staccato il primo assegno per la prima rata a chi l’ha chiesto: tutti, tranne il Movimento Cinque Stelle. La torta di 91 milioni – tra spese per la campagna elettorale e finanziamenti ai gruppi – sarà divisa per porzioni più grosse.
E noi votiamo e ci facciamo governare da questi partiti falliti.. che oltre a non aver bilanci pubblici trasparenti.. non sono capaci di gestire milioni di euro..pubblici e privati.. essendo i partiti equiparabili ad aziende decotte.
Il taglio dei finanziamenti ai partiti è una
beffa che ci costa 300 milioni
Ai 230 milioni di fondi in vigore fino al 2016 vanno aggiunti
3 milioni per gli spot. Più l’affitto che diventa gratuito
Gabriele Cervi
Blogger senza scopo di lucro

Pd, j’accuse della deputata Marianna Madia: “Troppi delinquenti nel partito”

La veltroniana di ferro denuncia “vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio”, in occasione del tour di Fabrizio Barca, ex ministro della Coesione Territoriale nel governo Monti, che gira il Paese in vista del congresso del partito

Pd, j’accuse della deputata Marianna Madia: “Troppi delinquenti nel partito”“Nel Pd a livello nazionale ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie dei parlamentari ho visto, non ho paura a dirlo, delle vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio”. A pronunciare il pesante j’accuse ai quadri dirigenti del Pd e alle diramazioni territoriali del partito a Roma, non è una grillina, un’estremista di sinistra, ma Marianna Madia, giovane deputata Pd alla seconda legislatura. Veltroniana di ferro.

 

Anatemi che Madia lancia in occasione del tour di Fabrizio Barca, ex ministro della Coesione Territoriale nel governo Monti, che gira il Paese in vista del congresso del partito. Su un barcone lungo il Tevere Barca incontra i cittadini in un evento organizzato dai militanti di Sel e Pd per affrontare il nodo del futuro della sinistra italiana. L’ex ministro, nel centro culturale ‘Tevere democratico’, conclude il suo intervento e annota riflessioni, critiche e domande della platea. Prima di dare spazio ai militanti, la parola passa a due esponenti parlamentari, uno di Sel, Giorgio Airaudo, e una del Pd, proprio, Marianna Madia. L’onorevole piddina, nel suo intervento, cita Antonio Gramsci per richiamare tre forme di ipocrisia che garantisce: “Non le ritrovo nel documento di Fabrizio Barca e questo è già un passo avanti”. Poi lancia una granata nel terreno amico: “C’è una quarta forma di ipocrisia possibile che mi fa paura – prosegue Madia – e parlo per il Partito democratico, per casa mia”.

I presenti al convegno fanno una smorfia di sorpresa. “Spero che questa ipocrisia non ci sia nel futuro congresso. L’ipocrisia è pensare di parlare di linea politica senza capire che abbiamo un grossissimo problema di costituzione materiale del partito”. La parlamentare si scusa per aver ‘osato’ integrare il pensiero di Gramsci, ma la speculazione filosofica lascia presto il campo alla versione ‘cecchina’. La deputata che Walter Veltroni lanciò nell’agone politico alle elezioni nazionali del 2008 impallina gli attuali vertici nazionali. “Cosa ho visto nel Pd che ha gestito il gruppo parlamentare dall’inizio di questa legislatura?”. Si chiede la Madia: “Ho visto ipocrisia, ho vistoopacità, ho visto un sistema che non chiamerei neanche di correnti, ma di piccole e mediocri filiere di potere che sono attaccate così al potere e non vogliono cedere di un millimetro.

Ho visto veti incrociati per mantenere tutto questo. Tutto questo – precisa – l’ho visto da chi oggi ancora ci dirige. E questo è il livello nazionale”. Madia poi affonda anche il Pd nelle sue diramazioni locali romane con l’esplicito riferimento alle “associazioni a delinquere”. Testuale. Per la deputata è l’ora delle scelte e del rinnovamento. Ha lanciato la proposta di legge, insieme con il senatoreWalter Tocci e il deputato Pippo Civati, che prevede l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, i cosiddetti rimborsi elettorali, e la riforma del sostegno ai movimenti politici. Questa è la priorità insieme alla “costituzione materiale del partito”.

Parole pesanti quelle della deputata, una vera “orazione funebre” sui vertici nazionali, ma anche sulle diramazioni territoriali del Pd. Una reprimenda che ilfattoquotidiano.it pubblica oggi sul sito in versione integrale. La platea ascolta, qualcuno strabuzza gli occhi, c’è chi si alza stizzito, ma molti apprezzano. Subito dopo si torna agli interventi della platea, si torna a discutere intorno al documento dell’ex ministro. Fabrizio Barca, chiudendo la serata, si mostra colpito dall’analisi spietata della Madia, riprende le sue parole e si sofferma sulla credibilità del partito, il bisogno di rappresentare una capacità di cambiamento. “Essere un poco meglio per noi è un suicidio. Quello che racconta Marianna Madia – chiosa l’ex ministro – in Calabria, ad esempio, lo vedi benissimo, assume toni drammatici. In quella terra il partito è diviso tra veri e propri capibastone che vengono dal passato e un 25% di partito straordinario. Quello che ci hai detto in modo molto libero la gente lo vede. Le persone a quel punto scelgono altri”. Gli altri sono il Pdl con il quale oggi il Pd è al governo. Il suicidio è servito.

di David Perluigi e Nello Trocchia

PETIZIONE ONLINE RIVOLTA AL PARLAMENTO ITALIANO
e.p.c. AL PARLAMENTO EUROPEO
Lanciata da

Per dare sostanza alle nostre proposte, abbiamo fondato un gruppo online usando il socialnetwork Facebook dove possiamo interagire con tanti amici online.
Il gruppo non ha scopo di lucro, è aperto a tutti ed è traversale .
Al gruppo hanno dato la loro adesione: politici, scrittori, filosofi,psicologi, giornalisti, dottori e gente comune.
Dopo questa dovuta presentazione siamo onorati di sottoporre al Parlamento. alcune proposte che abbiamo raggruppato in un vero e proprio codice etico. Ecco quindi l’esigenza in primis di affrontare all’interno dei medesimi alcuni correttivi.
I punti che abbiamo individuato sono i seguenti:

CODICE ETICO COME INTEGRAZIONE ALLO STATUTO DEI PARTITI E DEI SINDACATI
Con questa petizione al Parlamento

chiediamo
L’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni, restituisca il ruolo di protagonisti ai cittadini, garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti.

 

PER VEDERE ED EVENTUALMENTE PERFIRMARE LA PETIZIONE DIGITA QUI-  PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO 

Pd, j’accuse della deputata Marianna Madia: “Troppi delinquenti nel partito” “vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio”ultima modifica: 2013-06-25T22:24:00+00:00da mobbing21
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